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Autori sardi e autori di libri sulla Sardegna                                               (A - Z)

[Arrigo Antonio]

Antonio Arrigo nasce nel 1958. E’ coniugato e padre di due figli: Paola e Marco. E’ laureato in “Lingue e Letterature Straniere”. Vive a Osilo, lavora all’Istituto Zooprofilattico per la Sardegna di Sassari. Collabora con Avvenire, con Ogosilo e con la rivista Gemellae. Specializzato in traduzioni in inglese e in francese. Scrive racconti per tutti.

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La Mia Gallura

Mistero a Osilo

[Arrigoni Pier Virgilio]

Pier Virgilio Arrigoni è Professore Ordinario di Fitogeografia e Botaniche Applicate presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Firenze e libero docente di Botanica Sistematica. E' autore di 160 pubblicazioni su argomenti di Geobotanica, Tassonomia Vegetale e Conservazione della Natura, in buona parte relativi alla Flora e alla Vegetazione della Sardegna. Dal 1957 al 1967 è stato Ispettore del Corpo Forestale presso l'Ispettorato Regionale delle Foreste di Cagliari. Nel 1986 i Rotary Club di Cagliari gli hanno conferito il "Premio Lamarmora" per gli studi sulla Flora Sarda e la scoperta di numerose specie nuove per l'isola.

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Flora dell'isola di Sardegna

[Bazzoni Gian Paolo]

Nato e vive a Porto Torres. Appassionato cultore della lingua sassarese, scrive da oltre venticinque anni testi per il teatro "Sassarese" rappresentati con grande successo. Scrittore e saggista ha pubblicato un completo vocabolario sassarese e vari saggi e racconti.

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Dizionario fraseologico Sassarese Italiano

[Blasco Ferrer Eduardo]

Nasce nel 1956 a Barcellona, è professore all'Università di Cagliari (Sardegna), è il più famoso autore di accurati studi sulla lingua sarda. La sua opera principale, Ello Ellus è spesso considerata la maggior grammatica sarda specifica. attualmente insegna a Cagliari ed è autore di diversi volumi sulla lingua sarda.

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Linguistica sarda, storia, metodi, problemi

Pro Domo - Opera completa

Tecniche di apprendimento e di insegnamento del Sardo

[Brigaglia Manlio]

Manlio Brigaglia (Tempio, 1929) si è laureato in Lettere classiche all'Università di Cagliari. Ha insegnato italiano e latino per oltre vent'anni (1955-1977) al liceo classico «D. A. Azuni» di Sassari. Nel 1971 ha iniziato il suo insegnamento universitario nella facoltà di Magistero di Sassari; dal 1983 è professore associato di Storia dei partiti e movimenti politici. Dal 1994 al 1999 ha insegnato anche Storia contemporanea nella facoltà di Scienze politiche dello stesso ateneo; dal 1971 al 1979 è stato consigliere d'amministrazione dell'Università di Sassari. Dal 1983 al 1985 ha diretto il Dipartimento di storia dell'Università di Sassari. Dal 1999 è presidente del Consorzio interuniversitario di Cagliari e Sassari per la scuola di specializzazione per gli insegnanti della Scuola secondaria. È membro della Deputazione di storia patria per la Sardegna; fa parte del comitato scientifico della Fondazione Antonio Segni; è presidente dell'Istituto sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia; nel 1997 gli è stato conferito il Premio nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'organizzazione della cultura e nel 2003 la medaglia d'oro come benemerito della scuola, della cultura e dell'arte. In occasione del suo collocamento a riposo, il Dipartimento di Storia ha curato nel 2001 la pubblicazione del volume di studi in suo onore Dal mondo antico all'età contemporanea. Si è interessato prevalentemente di storia della Sardegna, di storia dei partiti politici in Europa, di fascismo e antifascismo, di storia dell'informazione.        Fonte: Uniss.it

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Dizionario storico geografico dei comuni della Sardegna A - D

Dizionario storico geografico dei comuni della Sardegna E - L

Dizionario storico geografico dei comuni della Sardegna M - O

Dizionario storico geografico dei comuni della Sardegna  O - S

Dizionario storico geografico dei comuni della Sardegna S - Z

Ozieri e il suo volto

La Sardegna - Enciclopedia

Tempio e il suo volto

[Brotzu Renato]

Nato a Nuoro, dove vive e lavora presso l'Unità Sanitaria Locale, è fotografo naturalista. Ha studiato micologia a Trento,  ed è ispettore micologo dal 1981 presso l'U.S.L. n. 7, dove cura il servizio pubblico di consulenza micologica. Socio fondatore del Gruppo Micologico Nuorese, frequenta a Bolzano i corsi di Microscopia Micologica. Annualmente si occupa dell'allestimento di varie mostre di funghi. Ha tenuto numerose conferenze di argomento naturalistico e micologico per conto di amministrazioni ed enti vari, scuole ed associazioni, ed ha fatto della ricerca sul campo il punto centrale della sua attività. Il suo archivio fotografico è ricco di migliaia di immagini di funghi, fiori e ambienti naturali della Sardegna. Curatore dei testi e delle immagini di vari articoli e pubblicazioni, ha realizzato il manifesto sui funghi sardi dell'Amministrazione Provinciale di Nuoro ed è coautore del volume sugli aspetti naturalistici del Monte Ortobene, patrocinato dal Comune di Nuoro.

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Guida ai funghi della Sardegna

[Casu Pietro]

Nasce a Berchidda il 13 aprile 1878 da Salvatore e Maria Apeddu, è il settimo figlio di una famiglia povera e numerosa. È gracile e malaticcio, inadatto ai duri lavori agro-pastorali, per cui viene inviato in seminario. Conseguita la laurea in teologia e ordinato sacerdote nel 1900, insegna lettere nel seminario di Ozieri dal 1901 al 1906 e a Sassari dal 1919 al 1924. È nominato parroco, prima di Oschiri (1906-1908) e poi, dal 1912 all’anno della sua morte, di Berchidda. Acquista ben presto notorietà come predicatore e poeta in lingua sarda di cui impiega il logudorese illustre. Larga eco suscita il discorso in logudorese da lui tenuto a Cagliari il 24 aprile 1926 nella chiesa di Sant’Anna in occasione del Congresso Mariano e alla presenza dei vescovi sardi e del cardinale Gaetano Bisleti. Scrive, negli anni compresi tra il 1910 e il 1929, una serie di romanzi di argomento sardo che non solo gli procurano fama e prestigio negli ambienti cattolici nazionali, ma anche dure critiche e dissapori con le gerarchie ecclesiastiche. Il suo vescovo, Francesco Maria Franco, non perde occasione per rammentargli i doveri del sacro ministero e addirittura, nel 1925, dopo una sua “Confidenza d’autore” comparsa sul “Nuraghe” accanto ad una recensione positiva di un saggio sul protestantesimo gli vieta di collaborare con riviste e giornali di orientamento non cattolico. Nel 1910 pubblica, in italiano, Notte sarda il più noto tra i suoi romanzi che viene accolto positivamente dalla critica tanto da essere tradotto anche in tedesco. Ottiene, infatti, gli elogi di Grazia Deledda che lo definisce un “profondo conoscitore dell’anima dei suoi compaesani”. Il Lipparini, oltre a recensire il romanzo positivamente sul “Marzocco”, ne inserisce un capitolo nell’antologia Primavera. Dal canto suo Papini ne cura la pubblicazione a puntate su “La Festa” di cui è direttore. L’opera, di cui si ebbero diverse edizioni (1924 e 1927), negli intendimenti dell’autore, avrebbe dovuto costituire il primo romanzo di una trilogia seguita da Aurora sarda (1922) e conchiusa da Meriggio sardo che non fu, però, mai realizzato. Partecipa con intellettuali della statura di Giovanni Antioco Mura, Filiberto Farci e Filippo Addis al progetto della rivista “Il Nuraghe” di Raimondo Carta Raspi. Contestualmente collabora a diversi giornali e riviste con articoli, novelle e racconti. Ricordiamo in particolare: “Arte e vita”, “Ars Italica”, “La Tribuna”, “Sardegna Cattolica”, “La Domenica del Corriere”, “L’Isola”, “Il Giornale d’Italia”, “Il Corriere dell’Isola”, “La Nuova Sardegna”, “L’Unione Sarda”, “Libertà”, “Il Corriere d’Italia”, “Matelda”, “Carroccio”, “Il Momento”, “La Festa”. Tra il 1925 e il 1942 raccoglie in volume numerose novelle uscite inizialmente sparse in diversi giornali e riviste della Sardegna e della Penisola. Traspone in sardo la Divina Commedia di Dante e Dei Sepolcri di Foscolo, nonché una serie di opere dei grandi della letteratura italiana e non. Esegue anche la versione dal castigliano di un libro devozionale del padre gesuita Fiorentino Alcañiz. Contemporaneamente di dedica alla stesura di un’imponente opera lessicografica, costituita da più di trentacinquemila voci, senza darla alle stampe, Vocabolario Sardo Logudorese-Italiano. Per i suoi studi sulla lingua sarda ricevette i riconoscimenti del Wagner e del Rohlf. Nel 1950 gli venne attribuito il primo premio “Grazia Deledda” per la poesia dialettale sarda. Muore nel suo paese natale dopo una lunga malattia il 20 gennaio 1954. Dal sito http://www.filologiasarda.eu/

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Vocabolario Sardo Logudorese - Italiano

[Casula Francesco Cesare]

Francesco Cesare Casula è nato a Livorno il 12 settembre 1933 da genitori sardi. Ha frequentato le Scuole elementari e medie nella sua città natale, e il Ginnasio-Liceo “De Castro” a Oristano dopo essersi trasferito in Sardegna. Si è laureato in Lettere a Cagliari nel 1959, ed ha subito intrapreso la carriera universitaria sempre nello stesso Ateneo. Nel 1969 ha conseguito la libera docenza in Paleografia e Diplomatica e, nel 1976, l’ordinariato nella materia. Nel 1980 è passato alla Storia Medievale che ha insegnato fino al 2008. Oltre a svolgere l’attività accademica, è stato a lungo membro del Consiglio Direttivo della Società degli Storici Italiani e della Commissione permanente per i Congressi di Storia della Corona d’Aragona. Dal 1980, per ventotto anni, ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Istituto sui rapporti italo-iberici e dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con sede in Cagliari e sezioni a Genova, Torino e Milano. Dal 1985 al 1992 è stato consigliere culturale del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Dal 2001 al 2006 è stato componente la Segreteria tecnica per la Programmazione della Ricerca presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) retto dal ministro Letizia Moratti. Ha pubblicato, fra l’altro: – Carte Reali Diplomatiche di Alfonso III il Benigno, re d’Aragona, riguardanti l’Italia, Padova 1971. – II documento regio nella Sardegna aragonese, Padova 1973. – Carte Reali Diplomatiche di Giovanni I il Cacciatore, re d’Aragona, riguardanti l’ltalia, Padova 1977. – Breve storia della scrittura in Sardegna, Cagliari 1978.
– Genealogie medioevali di Sardegna (in collaborazione con L.L. Brook - M.M. Costa - A.M. Oliva - R. Pavoni - M. Tangheroni), Cagliari Sassari 1984. – La scoperta dei busti in pietra dei re o giudici d’Arborea: Mariano IV, Ugone III, Eleonora con Brancaleone Doria, Pisa 1984.
– La Sardegna aragonese, vol. I: la Corona d’Aragona; vol. II: La Nazione Sarda, Sassari 1990.
La storia di Sardegna, 3 voll., Sassari 1994. – La Carta de Logu del Regno di Arborèa, Sassari 1995. – La terza via della storia. Il caso Italia, Pisa 1997. – Di.Sto.Sa Dizionario Storico Sardo, Sassari 2001. – Eleonora Regina del Regno di Arborea, Sassari 2003 -
Italia il grande inganno 1861-2011, Sassari 2010 - Cabras ieri e oggi, Sassari, 2010

[Costa Enrico]

Nato a Sassari l'11 aprile 1841 da famiglia di ceto medio, Enrico Costa perse il padre a soli 15 anni e fu costretto ad abbandonare gli studi per andare a lavorare, essendo il primogenito della sua famiglia. Lavorò inizialmente come infornatore di pane, poi passò, dopo qualche anno, a lavorare presso lo studio di un noto ingegnere sardo, per poi diventare, in età più matura ma comunque giovane, impiegato bancario. Da allora non lasciò più il lavoro presso le banche, adempiendo diverse funzioni, tra cui disegnatore di banconote, fino ad ottenere, in età più adulta, il titolo di Tesoriere della Banca di Sassari. Nonostante i suoi impegni lavorativi presenti, come abbiamo visto, sin dalla sua giovanissima età, Enrico Costa non abbandonò mai la sua passione per lo studio, interrotto per la perdita del padre. Si impegnò sempre più a fondo specialmente nella ricerca storica, incentrando la sua attenzione sulla sua Sardegna, e compose un abbondante corpus di opere di vario genere, facendo in seguito valere anche la sua importanza come Tesoriere bancario presso la Biblioteca Regia di Sassari, che gli permise di effettuare ricerche specifiche atte alla composizione della più grande delle sue opere: Sassari. Morì il 26 marzo del 1909, all'età di quasi 68 anni. Fra le sue opere più famose sono presenti Sassari, monumentale enciclopedia riguardante la storia della città sarda e Il Muto di Gallura, romanzo storico tradotto anche in lingua tedesca.

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Adelasia di Torres

Enrico Costa Lo scrittore e la città

Il muto di Gallura

Rosa Gambella

Sassari

Storia di un gatto

[Lilliu Giovanni]

Giovanni Lilliu, nato a Barumini nel 1914, pubblicista e uomo politico, è considerato
il maggiore archeologo sardo. Allievo di U. Rellini alla Scuola Archeologica di Roma, dal 1943 al 1955 ha operato nella Soprintendenza alle Antichità della Sardegna.
Professore Ordinario di Antichità Sarde dal 1955, è stato per vent’anni Preside della
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari, Direttore dell’Istituto di
Antichità, Archeologia e Arte e della Scuola di Specializzazione in Studi Sardi dello
stesso Ateneo. È Professore Emerito, Accademico dei Lincei e Membro di numerosi Istituti scientifici, sia italiani che stranieri. Con numerose e lunghe ricerche, scavi e studi ha rivolto particolare attenzione scientifica e divulgativa ad aspetti e vicende della più remota civiltà mediterranea: a Malta, in Corsica, nelle Baleari e soprattutto in Sardegna.

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Arte e religione della Sardegna prenuragica

La Civiltà Nuragica

Il Nuraghe di Barumini e la stratigrafia nuragica

Sardegna e Mediterraneo negli scritti di Giovanni Lilliu

La tomba dei Giganti di Bidistili

[Mossa Vico]

Tecnico e scrittore di grande valore, l'arch. Vico Mossa era nato a Serramanna nel 1914, nipote dell' imprenditore Lodovico Mossa. Dopo una giovinezza trascorsa a Serramanna, nel 1940 si stabilì a Sassari dove è stato sino al 1971 libero docente in Storia dell'Architettura nell'Istituto d'Arte. E' deceduto nel 2003 e ci ha lasciato una nutrita bibliografia sulla storia dell'arte e dell'ambiente in Sardegna come "Architettura religiosa minore in Sardegna", "Architettura domestica in Sardegna", "Natura e civiltà in Sardegna" e altri volumi, non ultimo per noi, pur trattando argomenti meno impegnativi, quel "I Cabilli" del 1965 dove con tanta nostalgia e affetto e pur non citandolo mai per nome illustra fatti, persone e luoghi del paese natio. Per tanti anni, e sino a quando c'erano i  genitori ed i fratelli, non ha mancato di visitare spesso Serramanna e di interessarsi ai suoi problemi. Durante le lunga permanenza a Sassari ha svolto grandi lavori di progettazione di edifici pubblici, chiese, villaggi turistici e di restauro del patrimonio artistico in tutta l'isola. Ha collaborato a diversi giornali: "L'Isola", "La Nuova Sardegna", "L' Unione Sarda", ecc. In occasione del primo centenario dell'Unità d' Italia, gli fu dato l'incarico di progettare il padiglione della Sardegna per la mostra di "Italia '61" a Torino.
Serramanna è stata poco generosa e riconoscente per questo suo figlio che non è stato ancora ricordato e celebrato  in alcun modo.  Fonte: web.tiscali.it/serramannaweb/persone.htm

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Architettura domestica in Sardegna

Architetture sassaresi

Con maestri d'arte e di muro

Luna e Sole - Curiosità edilizie a Sassari

Vicende dell'architettura in Sardegna

[Piras Maria Rita]

Maria Rita Piras è nata a Sassari dove vive e lavora. Neurologo, svolge la sua attività didattica e scientifica presso la Clinica Neurologica dell'Università di Sassari come responsabile del laboratorio di Neuropsicologia Clinica Ambulatorio per le demenze. Il suo campo di ricerca è quello della Neuropsicologia clinica e della Riabilitazione Neuropsicologica con particolare interesse per i disturbi del linguaggio orale e scritto sia nell'età evolutiva sia in quella adulta. E' docente di Neuropsicologia Clinica presso le Scuole di Specializzazione di Neurologia, Psichiatria e Geriatria dell'Università di Sassari.

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Archetipi e memorie. Scrittura arcaica immagini e rappresentazioni

[Porcu Giovanni]

Talvolta mi domando che cosa mai avrei potuto fare di diverso nella mia esistenza se la fotografia non mi avesse accompagnato fin dalla nascita! Mio padre mi mostrava acidi e sviluppi con la stessa facilità che un qualsiasi altro padre avrebbe usato per giocare con le costruzioni o in giardino. Io seguivo ed imparavo questo gioco della vita e me ne nutrivo, tanto che, ancora adolescente, ero già pronto per il mio primo servizio matrimoniale. Gli odori del laboratorio li sento ancora dentro di me, anche in questa era digitale che ha abbondantemente sostituito i vecchi ed elaborati sistemi e ancora provo una certa nostalgia per quei luoghi magici. La mia posizione, quasi sempre dietro la macchina fotografica piuttosto che davanti, mi ha portato ad avere un discreto patrimonio fotografico dei generi più vari che solo in tempi recenti ho messo in mostra. E’ stato Castelsardo, città in cui vivevo, ed in particolare l’antico castello dei Doria, il primo luogo ad ospitare le mie esposizioni fotografiche, alcune accompagnate dai versi in lingua locale del poeta Giuseppe Tirotto, con il quale ho realizzato un libro-fotografico intitolato appunto “Castelsardo“. Devo alla mia grande passione per questa disciplina il mio essermi improvvisato organizzatore, sempre a Castelsardo, di eventi fotografici importanti quali il 1° e 2° Festival Internazionale della Fotografia “Prometia“, che ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo nazionale ed internazionale della fotografia, con i quali ho avuto occasione di confronto e dai quali ho tratto dei grandi insegnamenti per la mia professione. Come fotografo opero e lavoro, ormai da parecchi anni, per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna. Questo mi ha consentito l’esplorazione di ambiti diversi e il mio addentrarmi nel misterioso mondo dell’archeologia che, con i suoi mille spunti verso la quotidiana vita, ha rimandato la mia curiosità verso gli usi e costumi tradizionali della nostra Sardegna. Frutto di questo lavoro sono i primi due volumi della collana “Festas” della Isola Editrice, dedicati al Carnevale ed ai Riti della Settimana Santa in Sardegna. Il materiale fotografico è stato ospitato in due diverse mostre promosse dall’Amministrazione Comunale di Sassari: “Carnevali” e “Morì sulla croce - Riti della Settimana Santa in Sardegna” ospitate nella cornice antica della Sala Duce di Palazzo Ducale. Immagini dello stesso genere mi sono state “carpite” e pubblicate nei più disparati volumi e cataloghi, per cui sono un pò dappertutto almeno nell’editoria isolana ma non nego che qualcosa è sfuggita anche all’estero! Quello che so talvolta lo insegno, persino nelle scuole pubbliche! E dai risultati ottenuti sui miei allievi, che continuano a consultarmi, devo ammettere che forse qualche nozione l’ho trasmessa! Sono ancora in un periodo in cui posso imparare e sempre vorrò farlo, così come vorrò camminare sui sentieri molteplici di quest’arte basata sui colori, anche quando questi sono due, come il bianco e nero, o mille come nel variegato mondo della natura. Dal sito ufficiale dell'autore http://www.giovanniporcu.it/

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Carnevali in Sardegna

Castelsardo

Feste di Primavera in Sardegna

Settimana Santa in Sardegna

[Rubattu Antonio]

Tonino Mario (Antoninu) Rubattu, nato a Lindos (Rodi Egeo) nel 1938, risiede a Sennori (SS), cittadina di cui è stato Sindaco per nove anni. Laureato in Materie Letterarie, è poeta bilingue. E’ stato per dieci anni il Direttore della Rivista di arte, poesia e letteratura sarda S’Ischiglia. Ha fatto parte della prima Commissione di esperti, nominata dalla Regione Autonoma della Sardegna, per la Unificazione Ortografica e Linguistica della Lingua Sarda. E’ il segretario-fondatore del Premio di Letteatura “Romàngia”. Ha conseguito numerose e significative affermazioni in concorsi letterari regionali, nazionali ed internazionali. E’ membro onorario di diverse Accademie e Associazioni Culturali.              Fonte: ToninoRubattu.it

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Dizionario universale della lingua di Sardegna

Iliade e Odissea

[Sanna Gigi]

Gigi Sanna, nato in Abbasanta (Or), vive in Oristano dove ha insegnato Lingua e letteratura latina e greca presso il Liceo statale "De Castro". Attualmente presta la sua collaborazione come docente di Storia della Chiesa antica presso la Facoltà Pontificia di Scienze Religiose della stessa città. E'autore di diverse pubblicazioni riguardanti la lingua, la storia, la letteratura e l'archeologia della Sardegna: Su zuighe in cambales (Castello 1992); Sardegna. Lingua, comunicazione e letteratura (Castello 1995-1998), vol. 1 e 2); Omines. Dal Neolitico all'età nuragica (Castello 1996); pulpito, politica e letteratura (S'Alvure 2002). Ha scritto e scrive articoli e saggi per diversi quotidiani e periodici.

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Sardoa Grammata

I segni del Lossia cacciatore

[Spano Giovanni]

Illustre archeologo, nato a Ploaghe nel 1803, è da considerare l’iniziatore degli studi di archeologia scientifica in Sardegna. Divenne sacerdote nel 1827; nel 1831 si trasferì a Roma dove coltivò i suoi studi antichistici, nel 1834 fu nominato professore di lingue orientali nell’Università di Cagliari. Stabilitosi in Sardegna, iniziò le sue esplorazioni archeologiche promuovendo campagne di scavo nei più importanti siti archeologici dell’isola; nel 1839 fu nominato anche bibliotecario dell’Università. Nel 1854 fu nominato preside del liceo Dettori e fondò il Bollettino Archeologico Sardo; nel 1857 divenne rettore dell’Università e nel 1860 fece istituire a Cagliari la facoltà di Lettere che però venne chiusa poco dopo per mancanza di studenti. Nel 1871 fu nominato senatore per i suoi grandi meriti scientifici. È da ricordare che lo Spano in tutti questi anni, accanto ai consueti studi di archeologia, coltivò con impegno studi sulla lingua sarda. Morì a Cagliari nel 1878.                      Fonte: Editorisardi.it

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Bullettino archeologico Sardo

Proverbi sardi

[Tola Pasquale]

Nato a Sassari il 30 Novembre 1800 studiò a Sassari dove conseguì la laurea in teologia e giurisprudenza. Nel 1848 fece parte del gruppo di lavoro ministeriale che preparò l'estensione dei codici albertini alla Sardegna. Fu favorevole all'abolizione del feudalesimo in Sardegna. Scrisse numerose opere di carattere storico-politico e su di lui esiste un'ampia letteratura. Fu rettore dell'università di Sassari, fece parte del parlamento sardo dal 1848 e poi di quello nazionale. Muore a Genova nel 1874.

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Codice Diplomatico della Sardegna

[Trainito Egidio]

Padovano, vive e lavora in Sardegna da 20 anni. Reporter e consulente editoriale, pubblica immagini e testi su mensili di natura, viaggi e costume. Il suo archivio fotografico supera ormai le 60.000 immagini. Ha pubblicato diversi libri e ha collaborato alla pubblicazione di altri. Viaggia molto: le sue passioni sono l'archeologia, l'ornitologia, e i fondali marini ed ha più di 3000 immersioni alle spalle. E' impegnato come esperto e consulente, in progetti di educazione ambientale, con scuole di vario livello, e in programmi di sviluppo delle Aree Marine Protette. E' Environmental Supervisor di ESA European Scuba Agency.     Fonte: EgidioTrainito.it

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Tavolara nature at work ... working in nature

Viaggio in Gallura / Journey through Gallura

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